Aiello Calabro tra storia, leggenda, enogastronomia.
Il nostro viaggio ad Aiello Calabro, nella Calabria cosentina, a metà strada tra il mare e la montagna, ci offre un paesaggio mediterraneo ricco di vegetazione e dai colori tipici di quei luoghi che rimandano alle tradizioni a noi sempre care.
Seppur attraversati da popoli diversi, nei secoli, conservano quelle luci che li rendono sempre familiari e attraenti soprattutto accompagnati dall’estate aiellese tra bagni al mare, nella vicinissima Coreca, lunghe passeggiate, eventi musicali, teatrali e folcloristici.

Diverse le eccellenze enogastronomiche: salumi e carni di qualità, formaggi e pane. Uova e farina per primi piatti, tra i tanti i Maccarruni, tagliatelle e i condimenti, da quelli semplici, tradizionali a quelli più ricercati. Ingredienti sempre freschi e prodotti dalla terra con grande cura.

Il dolce per eccellenza, u’nginèttu, un biscotto ricoperto di glassa di zucchero e albume d’uovo.

Ad Aiello Calabro, splendido nella sua poliedrica veste, anche gli ospiti hanno vissuto, di recente, una giornata ricca di emozioni grazie alla riapertura del Castello normanno con tanto di taglio del nastro.

Vicoli e case in pietra, tracce di epoche passate, paesaggi naturali, boschi e fiumi. Aiello è stato, nel corso del tempo, il centro di grandi contese. Una leggenda narra che i Saraceni, nel tentativo di farla capitolare per fame, furono costretti a rinunciare all’impresa grazie al genio degli aiellesi, che per dimostrare di avere sovrabbondanza di cibo, cominciarono a gettare dalle mura del castello “pezze” di formaggio in quantità esagerata.

Dal recente restauro moltissimi i reperti rinvenuti che hanno permesso di ricostruire periodi passati, dagli Arabi, Bizantini, Normanni, agli Angiolini e Aragonesi.

I Normanni lo assediarono per quattro mesi prima di averne la resa. Con gli Aragonesi il feudo fu assegnato al viceré di Calabria Francesco Siscar.

Poi attraversò un periodo molto florido che continuò con il Viceregno spagnolo dove fiorì l’agricoltura e la produzione della seta cioè la bachicoltura che, per tutto il territorio rappresentò una fonte di ricchezza.

La seta grezza veniva esportata in parte sotto forma di matassa e poi lavorata altrove. Il centro di maggior produzione era Catanzaro e nel ‘500 già contava trecento telai, poi Cosenza e Reggio Calabria, ma era anche il Regno di Napoli a trarne vantaggi.

Numerosi i gioielli architettonici come la Chiesa di Santa Maria Maggiore, San Giuliano, Madonna del Rosario di Cannavali. Poi Palazzo Viola, Palazzo Maruca, Palazzo de Dominicis, Palazzo di Malta e Palazzo Cybo-Malaspina

Questa la dichiarazione del Primo Cittadino Luca Lepore: “Se vuoi vivere un’emozione senza tempo, toccare con mano un pezzo di storia della nostra Calabria vieni ad Aiello. Agosto vi accoglierà con importanti eventi, settembre vi permetterà di godere dell’aria frizzantina e di una tranquillità che rigenera e tocca l’anima. Vi aspettiamo!”
Programma 2025:

Credit foto: Comune di Aiello Calabro
Giornalista detentore dal 2015 del Guinness World Records TV e Ambasciatore Borghi più Belli d’Italia.
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