Il Tesoro di Domagnano: l’eleganza ostrogota della Repubblica di San Marino e il legame con il British Museum.
Siete pronti ad ascoltare un racconto affascinante? Riguarda un tesoro ritrovato alla fine dell’ottocento nel territorio della Repubblica di San Marino, oggi nel circuito de I Borghi più Belli d’Italia come Stato estero dove si parla italiano. Il racconto coinvolge alcuni tra i più celebri Musei del mondo come il British Museum di Londra, il più antico e certamente uno dei più prestigiosi che, con circa ventimila visitatori al giorno, espone quasi otto milioni di oggetti.

Fondato nel 1759, l’ingresso è da sempre completamente gratuito, fatta eccezione per brevi periodi; è tuttavia consigliabile prenotare online la visita con un certo anticipo. Occorre quindi molta pazienza, salire e scendere più volte tra le sale e orientarsi tra la folla: non è affatto semplice raggiungere rapidamente una destinazione precisa.

Nella capitale del Regno Unito, insieme a mia moglie Sandra, abbiamo deciso di portarci i nostri figli, Giorgio e Gabriele al quale la sua docente di inglese, la prof.ssa Angela Garufi, del Liceo Linguistico, ha raccomandato di non perdere questa bella occasione per scoprire, al British, il Tesoro di Domagnano, uno dei nove Castelli della Repubblica di San Marino (non fortezze medievali, ma divisioni amministrative come i Comuni), luogo del ritrovamento. Così abbiamo trasformato la visita in una vera e propria caccia al tesoro. Il tutto senza l’ausilio di una guida, con tre ore di tempo a disposizione e con un premio finale davvero speciale, consistente, se chiunque di noi lo avesse trovato nei tempi stabiliti, nell’assistere ad uno dei Musical più spettacolari di tutti i tempi, a Londra, The Phantom of the Opera (Il Fantasma dell’Opera).

Va considerato che il British Museum, che racconta la storia dell’umanità, ospita reperti giunti da tutti i continenti.

E infatti, nell’Area Europa – il Vecchio Continente che trasuda storia e arte – siamo tornati per la seconda volta. Alla terza ora di visita, con gli occhi colmi di immagini e la mente inondata da un tripudio di colori e reperti straordinari, la voce di Gabriele, a una trentina di metri da noi, ha rotto il brusio dei visitatori annunciando, fiero di sé, l’agognato: «È qui!» (sala 41, di fronte al Tesoro di Sutton Hoo).

Facendoci largo tra un varco di folla e l’altro, eccoci finalmente al cospetto dello splendido Tesoro di Domagnano, un importante ritrovamento archeologico, nel 1892, proprio a Domagnano, datato fine del V e inizio VI secolo d.C., periodo dell’alto Medioevo, che dimostra la presenza di popolazioni germaniche nell’Italia centrale dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente.

I manufatti colpiscono per l’elevata qualità artistica e per la ricchezza dei materiali. Realizzati in oro e decorati con granati scintillanti, riflettono chiaramente l’influenza bizantina sulla corte ostrogota, testimoniando i profondi legami culturali e politici tra il mondo germanico e l’Impero d’Oriente.

Il tesoro comprende un insieme variegato di oggetti ornamentali e funzionali: gioielli in oro come fibule, anelli, orecchini e pendenti appartenenti a un collare, decorati con pietre preziose (soprattutto granati) usando la tecnica del cloisonné (simile ad un mosaico), applicazioni decorative tra cui spicca una grande borchia raffigurante una testa elmata, uno spillone per acconciatura, catenelle e guarnizioni per i foderi di piccoli coltelli.

Oggi il tesoro si trova solo in piccola parte a San Marino: si tratta di una piccola borchia in oro, probabilmente destinata a decorare una borsa o uno scrigno.

Proprio per colmare questa assenza e restituire al pubblico questo rilevante patrimonio nella sua interezza, tra il 2004 e il 2006, il Tesoro di Domagnano è stato al centro di un importante progetto di archeologia sperimentale, realizzato dal maestro orafo bolognese Marco Casagrande con l’autorizzazione dei musei proprietari. Il progetto è stato ideato e coordinato dal Museo di Stato della Repubblica di San Marino con il sostegno della rete diplomatica sammarinese ed è stato possibile grazie al contributo finanziario ddel Rotary Club San Marino e dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino – S.U.M.S. La ricostruzione del complesso, oltre ad offrire a una visione d’insieme, ha anche permesso di approfondire le conoscenze sulle abilità tecniche e artistiche degli orafi goti. La ricostruzione è stata completata nel 2022 con un ultimo pendente di collana riferito al Tesoro.
Il corredo restituisce l’immagine di una donna di altissimo rango, per la quale il gioiello non era soltanto ornamento, ma anche simbolo di status e identità.

Le riproduzioni dei gioielli del Tesoro Goto della Dama di Domagnano, realizzate secondo i principi dell’archeologia sperimentale e utilizzando tecniche compatibili con quelle antiche, sono oggi esposte nella sezione di Archeologia del Territorio nel il Museo di Stato di San Marino, ubicato proprio nel centro storico, presso il Palazzo Pergami Belluzzi in Piazzetta del Titano.

Ad eccezione di quest’unico reperto, tutti gli altri elementi sono dispersi in importanti musei internazionali, come il British Museum di Londra, appunto, il Germanisches National Museum di Norimberga, il Metropolitan Museum of Art di New York e il Louvre Abu Dhabi. Al Tesoro di Domagnano è attribuito un ulteriore pendente, conservato alla Galleria Sabauda di Torino.
Ma come sono finiti questi reperti nel circuito internazionale dei musei?
Subito dopo la scoperta, i gioielli furono immessi nel mercato antiquario. Alla fine del XIX secolo esisteva una forte domanda, soprattutto da parte di musei e collezionisti del Nord Europa e del mondo anglosassone, per manufatti di epoca “barbarica” e tardoantica, allora oggetto di grande interesse scientifico.
Il tesoro venne quindi venduto in più lotti, favorendo la sua frammentazione. In quell’epoca i grandi musei europei e americani, erano impegnati in una sistematica campagna di acquisizioni per arricchire le proprie collezioni e affermarsi come centri di ricerca di livello internazionale.
L’acquisto di oggetti o, appunto, di intere collezioni come il Tesoro di Domagnano, avvenne, quindi, in modo legale, nella facoltà dei mercanti d’arte, secondo le leggi di allora ed è il risultato di una combinazione di fattori storici, legali e culturali tipici della fine dell’Ottocento in cui la tutela del patrimonio archeologico non era ancora regolata da leggi severe come quelle attuali.
La presenza di un solo elemento nel Museo di Stato sottolinea, comunque, con particolare forza il valore simbolico del Tesoro di Domagnano per San Marino. Questa dispersione, pur privando il sito d’origine del possesso unitario, ha contribuito in modo significativo alla sua notorietà internazionale. La presenza dei manufatti in alcuni dei più importanti musei mondiali ha, infatti, ampliato in maniera esponenziale il pubblico del Tesoro di Domagnano, inserendolo stabilmente nei circuiti della ricerca e della divulgazione archeologica di alto livello. In questo senso, la frammentazione del corredo può essere letta anche come un fattore che ha favorito una maggiore diffusione e il riconoscimento del suo eccezionale valore storico e artistico ben oltre i confini della Repubblica.

Cento anni dopo
In occasione del centenario del ritrovamento, fu allestita una mostra senza precedenti, voluta dalla Segreteria di Stato per gli affari Esteri e dal Dicastero della Cultura dell’epoca, perché, per la prima volta in assoluto, l’intera collezione originale fu presentata al pubblico grazie alla collaborazione di tutte le Istituzioni Museali del mondo che prestarono, eccezionalmente per l’evento, i pezzi in loro possesso.
Riportiamo alcune considerazioni dell’allora Deputato alla Cultura Pier Marino Menicucci tratte dalla pregevole pubblicazione “I Goti a San Marino” edita nel 1995 :

“Per i Sammarinesi, su cui molto graverà il rammarico di aver perduto un così ingente e importante patrimonio, il Tesoro di Domagnano trasuderà il sapore e il fascino di antiche presenze, di culture e costumanze accostatesi alla nostra piccola terra, permeata di tutti quei retaggi che ne hanno contrassegnato il percorso lungo l’arco dei secoli. Al di là del consenso e del successo che la mostra saprà suscitare nella folla turistica che a volte troppo frettolosamente sale il Titano, fermi restando il rilievo e il prestigio dell’iniziativa per i suoi alti contenuti culturali, perdurerà nell’animo dei Sammarinesi la meraviglia di una memoria vetusta, venuta alla luce cento anni fa dopo 1400 anni di sepoltura nel limbo della storia.”

“Il Tesoro dei Goti di Domagnano rappresenta uno dei complessi più importanti dell’oreficeria ostrogotica e uno dei ritrovamenti archeologici più significativi legati alla storia di San Marino”- ci dice Teodoro Lonfernini, Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura di San Marino. -La sua presenza nel territorio sammarinese, straordinaria per qualità, ricchezza e valore simbolico, attesta un ruolo storico di primo piano del Monte Titano nel contesto europeo. La raffinatezza tecnica dei manufatti e la purezza dell’oro ne fanno un insieme di eccezionale rilevanza artistica e culturale. Al tempo stesso, il mistero che ancora circonda il contesto del ritrovamento contribuisce ad accrescerne il fascino e l’interesse scientifico. Il Tesoro di Domagnano resta una testimonianza fondamentale della profondità e della continuità storica di San Marino”.
Ricerche e scavi archeologici condotti dai Musei di Stato nelle campagne di Domagnano a partire dal 1996 hanno riportato alla luce insediamenti di età romana e tardo antica a poca distanza dal luogo tradizionalmente indicato come zona di ritrovamento del Tesoro di Domagnano.
Gallery:
Si ringraziano per la collaborazione:
Si ringraziano per la collaborazione:
British Museum di Londra
Istituti Culturali-Museo di Stato della Repubblica di San Marino
Olga Romano – Official Guide London
Sandra Jacopucci
Liberatoria prot. n. 00004214 del 15 gennaio 2026 e le immagini:
– Tesoro di Domagnano, montatura pseudorettangolare del Museo di Stato (fine V – inizi VI secolo d.C.; n. inv. MSRSM C/640; © Istituti Culturali-Museo di Stato della Repubblica di San Marino)
– Museo di Stato della Repubblica di San Marino, sala II – Riproduzioni archeologiche dei gioielli e degli accessori di ornamento del Tesoro di Domagnano e ipotesi ricostruttiva della loro disposizione (riproduzioni archeologiche realizzate dall’orafo e archeologo sperimentale Marco Casagrande negli anni 2004-2006 e 2022; n. inv. MSRSM G/940/1-23)
Giornalista detentore dal 2015 del Guinness World Records TV e Ambasciatore Borghi più Belli d’Italia.
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