Il festival cinematografico più caldo al mondo, in uno dei borghi più freddi e affascinanti d’Italia.
Così si presenta il Garofano Rosso Film Festival, che dal cuore della Marsica ha saputo conquistare un posto unico nel panorama indipendente.

Nato dall’intuizione del regista Paolo Santamaria, l’evento ha trasformato Forme di Massa d’ Albe, minuscolo borgo incastonato negli Appennini, in un laboratorio culturale capace di attirare sguardi, storie e talenti da tutto il mondo. Forme, in provincia dell’Aquila, è stata location di svariati capolavori del cinema come “La Bibbia” di John Huston e “Il deserto dei tartari” di Valerio Zurlini.

L’edizione 2025 si svolgerà dal 1° al 7 Settembre, e vedrà 47 opere in concorso provenienti da ogni parte del mondo per per comporre un mosaico di sguardi unici e difformi, ma in armonia, divise in 8 sezioni tematiche che indagano marginalità e inclusione con linguaggi differenti: Bizarre, Afterword, Femme, Anteros, Wonderland, Lacci, Dystopia, Frontiers.

Un evento gratuito per il pubblico che ha prevalente carattere educativo, culturale e promozionale, con particolare attenzione a tematiche quali la diversità e l’inclusione sociale, narrate attraverso il mezzo cinematografico.

Alla direzione artistica c’è Valentina Traini, che definisce così la propria missione: «L’ Abruzzo è la terra del mio ri-approdo; la Marsica è la terra della mia ri-scoperta… Il cinema è un atto di resistenza, un modo per restituire centralità a chi vive ai margini». Una dichiarazione di poetica che racchiude lo spirito del festival: dare voce a chi non ce l’ha, trasformare il margine in centro, accendere la piazza di storie autentiche.

“Il Garofano Rosso non è solo un festival di cinema, ma un’esperienza condivisa: un atto di resistenza culturale che nasce per dare spazio a nuove voci e per intrecciare storie e sguardi diversi. Vogliamo che la comunità si senta parte di questo progetto, non spettatrice ma protagonista, perché il cinema trova la sua forza quando incontra le persone, i luoghi, le vite quotidiane. Solo così può diventare memoria viva e generare nuove prospettive”.

Bizarre ci trascina in un mondo deformato e grottesco, dove le contraddizioni della realtà vengono esasperate fino a diventare specchi surreali. Afterword affronta il tabù della morte, trasformandola in un’occasione di confronto con le paure più intime e con il senso ultimo dell’esistenza.

Femme raccoglie voci femminili che rivendicano con forza il diritto di raccontare e ridefinire lo sguardo sul mondo.

Con Anteros il cinema si fa atto di resistenza e rivendicazione del diritto di amare, oltre i confini imposti da convenzioni e pregiudizi.

Wonderland apre invece la porta all’immaginazione dell’infanzia, uno spazio onirico dove i desideri e le paure dei più piccoli diventano fiabe moderne. In Lacci a essere protagonisti sono i legami sottili e fragili che uniscono le persone, un tessuto emotivo fatto di vicinanze e lontananze.
Dystopia ci proietta in futuri inquietanti, in cui le ombre del presente si allungano fino a trasformarsi in incubi collettivi. Infine, Frontiers porta lo sguardo ai margini, geografici e interiori, là dove il vivere diventa resistenza e possibilità di scoperta.

Debutta la sezione Supernovae, un nuovo e prezioso trampolino di lancio dedicato ai registi under 35, progetto pensato per accendere i riflettori sulle nuove voci del cinema italiano, offrendo spazio, visibilità e opportunità concrete di crescita artistica. Questa iniziativa è sostenuta dal Ministero della Cultura (MiC) e da SIAE, nell’ambito del programma “Per chi crea”, che promuove la creatività emergente nazionale.

A rendere ancora più speciale questa edizione ci sono i premi, in particolare il Premio Giovanni Oppedisano al miglior documentario e il Premio Matteo Costa Romagnoli al miglior videoclip musicale. L’ideatore del Festival, Paolo Santamaria dichiara ”Garofano Rosso non è solo cinema. È un festival diffuso, che trasforma il borgo in palcoscenico: Talk e incontri con ospiti speciali, mostre itineranti, concorsi di Poetry Slam e Cinescursioni nei set storici d’ Abruzzo.

Non manca la madrina del festival, la signora Rachele Libertini, che con la sua fragilità e la sua forza è diventata simbolo del Garofano Rosso: «Viva il Garofano Rosso. Viva Rachele. Viva la sua fragilità» recita il manifesto poetico.

Con il patrocinio del Parlamento Europeo, il Garofano Rosso si conferma un evento di respiro internazionale, ma radicato nella sua comunità: gratuito, accessibile a tutti, capace di trasformare un borgo montano nel cuore pulsante di un cinema che resiste e innova.

Il Garofano Rosso è un fiore cresciuto tra le crepe del presente, pronto a sbocciare di nuovo. Un festival che non è vetrina, ma atto collettivo, un invito a lasciarsi attraversare dal cinema e dalle storie che cambiano lo sguardo.”

👉 Programma completo: www.garofanorosso.com
Giornalista detentore dal 2015 del Guinness World Records TV e Ambasciatore Borghi più Belli d’Italia.
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