Sospesi tra cielo e terra. Plan de Corones e la Via Artis
Chi ha avuto la fortuna di toccare il cielo con un dito? È una sensazione che si può provare nel cuore dell’Alto Adige, al confine tra la Val Pusteria, la Val Badia e la Val d’Anterselva dove si innalza il Plan de Corones (Kronplatz), una delle montagne più riconoscibili dell’arco dolomitico. La sua cima arrotondata raggiunge i 2.275 metri di altitudine e domina un paesaggio vasto e luminoso che spazia dalle Dolomiti, Patrimonio UNESCO, fino alla catena principale delle Alpi. La montagna del Plan de Corones non è solo uno spettacolo per gli occhi. Attorno alla vetta e nelle valli che la circondano si distende una rete di esperienze all’aria aperta che segue il ritmo delle stagioni e la misura di chi cammina.

Sentieri per famiglie e percorsi in quota tra rifugi e malghe, laghi alpini dove sostare, itinerari in e-bike che attraversano borghi e pascoli, fino ai grandi scenari dei tre parchi naturali — Fanes-Senes-Braies, Puez-Odle e Vedrette di Ries-Aurina. È una montagna plurale, capace di accogliere chi cerca la fatica e chi cerca la quiete, chi vuole salire e chi preferisce fermarsi. In inverno le piste per sci alpino, di fondo e per lo snowboard solcano un vero paradiso, conosciutissimo da tutti gli amanti della neve e dello sport. Gli scenari che queste montagne regalano dalla primavera e per tutta l’estate sono l’altra faccia di questo territorio.

Su questo altopiano naturale modellato da ghiacciai e pascoli d’alta quota, si sviluppa Via Artis, un itinerario circolare intorno alla vetta Concordia, di circa 7,2 chilometri che segue la cresta della montagna. Il sentiero attraversa prati alpini, panorami vertiginosi e spazi aperti dove lo sguardo può correre libero verso le cime dolomitiche: dal Sass de Putia al gruppo del Sella, fino alle lontane Alpi dello Zillertal.
É questa libertà a rendere la Via Artis qualcosa di più di un tracciato artistico: un cammino che si intreccia con il paesaggio vissuto, non contemplato da lontano.

Il percorso può essere completato in circa tre ore. Il punto di partenza è facilmente raggiungibile grazie alle funivie aperte in estate. Il periodo migliore per visitarlo è da giugno a novembre e il lunedì vengono organizzate escursioni guidate.
Questa posizione geografica particolare, punto di incontro tra cultura alpina, turismo internazionale e ambiente naturale, rende il Plan de Corones un luogo simbolico dove interrogarsi sul rapporto tra uomo e montagna. Uno spazio compreso tra cielo e terra dove ritrovare sé stessi attraverso il contatto autentico con una natura incontaminata. Non sorprende, quindi, che proprio qui sia nata Via Artis, una delle gallerie d’arte a cielo aperto più alte del mondo, con opere di grandi dimensioni, nella quale il dialogo tra arte contemporanea e natura diventa parte integrante dell’esperienza del cammino.

Dove i prati d’alta quota convivono con equilibri delicatissimi e il clima ridisegna lentamente i confini della vita, ogni elemento sembra ricordare quanto, tanto le tracce antropiche quanto il paesaggio naturale siano vulnerabili e, proprio per questo, incredibilmente preziosi. È qui, dove tutto sembra stabile e immutabile, che si percepisce con maggiore chiarezza il valore della fragilità: qualcosa di raro da custodire, rispettare, proteggere. Un equilibrio irripetibile e non negoziabile che richiede consapevolezza per essere preservato da possibili rotture e contaminazioni.
Lungo il crinale del Plan de Corones, tra orizzonti aperti e silenzi rarefatti, l’arte contemporanea si inserisce nel paesaggio senza dominarlo, diventando strumento di dialogo tra l’uomo e ciò che rischia di andare perduto. Ed è proprio in questo scambio silenzioso tra arte e natura che la fragilità si trasforma in forza.

Tre sezioni raccontano storie legate al Plan de Corones: la costruzione della strada militare negli anni ’50, gli alpeggi e la loro importanza per la conservazione della biodiversità, e l’impatto del cambiamento climatico sulla flora e la fauna.

Tra le opere che si incontrano lungo la Via Artis, “Alpine Geometry” dell’artista Alex Dorici emerge come una struttura rossa leggera che si innalza dal paesaggio fungendo, contemporaneamente, da porta e da simbolo: una cornice che orienta lo sguardo e traduce in forma geometrica il profilo delle Dolomiti.
Con “Geweih (Verlust)”, un enorme corno di cervo in alluminio pressofuso lucidato, Wilma Kammerer riflette sui cicli della natura, trasformando l’opera in un’esperienza sensoriale immersiva.

“Broken Ice Core” di Judith Neunhäuserer, realizzato in vetro massiccio e acciaio zincato, richiama i carotaggi della criosfera, veri archivi del clima, invitando a riflettere sui cambiamenti climatici.
Ruth Oberschmied, artista di Brunico, con l’opera “ruhend_palsé” dispone pecore in lino sul prato per evocare i pascoli di un tempo e mettere in scena il rapporto, spesso conflittuale, tra turismo e agricoltura.
La “Grande Conchiglia” di Roland Perathoner così come il viale “Urra! Crocus! Urra!” realizzato da Helmut Pizzinini raccontano, ciascuno a modo proprio, il delicato rapporto uomo – natura,
Con “Terra Preta – Black Diamond”, un grande cubo nero composto da materiali quali carbonella e carbone vegetale, fertilizzanti e concime così come ossa e frammenti di argilla, Rina Treml mette al centro l’ambivalenza tra intervento umano e fertilità della natura.

L’opera “Made 2”, in cemento, dell’artista Andreas Zingerle di Bressanone, infine, affronta invece la percezione, spesso contraddittoria, che abbiamo del mondo degli insetti.
Ad aprile, inoltre, si è concluso un concorso attraverso il quale sono state selezionate 5 opere, realizzate da vari artisti, che verranno installate lungo la Via Artis durante la stagione estiva.
Sulla cima del Plan de Corones si trovano anche due interessanti musei: l’MMM Corones, dell’alpinista estremo Reinhold Messner, e il museo LUMEN, dedicati rispettivamente alla storia dell’alpinismo e alla fotografia di montagna.

Si ringrazia:
Kronplatz Plan de Corones per le foto
Testi di Sandra Jacopucci
Giornalista detentore dal 2015 del Guinness World Records TV e Ambasciatore Borghi più Belli d’Italia.
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