Cingoli. Da balcone delle Marche a Borgo dei Borghi
Di Sandra Jacopucci
Chi era Circe? Una maga, una divinità o una strega? E cosa lega Cingoli a questa figura leggendaria? Cingoli, in provincia di Macerata, nella primavera del 2026 è stato eletto Borgo dei Borghi: un fortunatissimo centro a 630 metri sul livello del mare, disteso sulla sommità del Monte Circe. Il nome deriva dalla celebre maga della mitologia greca che, secondo la leggenda, lungo il suo passaggio, rimase così ammaliata da questo luogo da diventarne sovrana. Si racconta persino che il borgo sia stato fondato proprio da lei, figlia di Helios, Dio del Sole. E non c’è da stupirsi che anche una maga sia rimasta stregata da tanta bellezza.

Ma Cingoli non è solo leggenda. Le sue radici affondano in un passato molto più concreto e antico: già abitato in epoca picena, fu poi municipio romano con il nome di Cingulum. Si narra che a rafforzarne le mura sia stato addirittura Tito Labieno, luogotenente di Giulio Cesare. Nel Medioevo divenne un libero comune, conteso e vissuto, fino a entrare stabilmente nello Stato della Chiesa. Ancora oggi, passeggiando tra vicoli e mura, si percepisce questa stratificazione di storie, come se ogni pietra avesse qualcosa da raccontare.

Per la sua posizione privilegiata, Cingoli è anche definito il “Balcone delle Marche”. Dalle mura castellane di origine medievale si può godere della vista di gran parte del territorio marchigiano e, nelle giornate più limpide, oltre il Mar Adriatico, si riescono a scorgere addirittura le coste e le montagne della Dalmazia, in Croazia. “Non è ancora notte a Cingoli” è l’espressione iconica dei cingolani per descrivere questa collina baciata dal sole fino al suo ultimo raggio della giornata.

Il borgo è immerso in una delle zone con la flora più ricca e affascinante del paesaggio marchigiano. Respirando aria sana, ci si può rigenerare con suggestive passeggiate a cavallo, trekking ed e-bike. Sono stati mappati, anche con QR code, cinque magnifici percorsi immersi nel verde della Macchia delle Tassinete, che custodisce un tasso millenario dal tronco di cinque metri di circonferenza, il secondo più grande delle Marche. Il tasso è noto anche come “Albero della Morte”: corteccia, bacche e foglie contengono infatti una sostanza tossica, la toxina. Fin dall’antichità il suo legno veniva utilizzato per la fabbricazione di lance, frecce ed archi, tanto che il più antico manufatto umano in legno è proprio di tasso.

Ai piedi del borgo, incorniciato da colline che sembrano dipinte, si trova il Lago di Cingoli, noto anche come “Lago di Castreccioni”, dal nome della diga che lo ha generato negli anni ’80, sbarrando il corso del fiume Musone. Inserito nell’Oasi Provinciale di Protezione Faunistica, è il più grande bacino artificiale delle Marche e del centro Italia.
Oggi è una meta amatissima, sia per il relax in libertà o nelle aree attrezzate e negli stabilimenti balneari dove approfittare della cucina tipica (della quale parleremo in dettaglio in un altro articolo), sia per le numerose attività all’aria aperta: dal noleggio di natanti, fino agli sport acquatici come kayak, canoa e vela.

Impropriamente chiamato “mare dei cingolani”, perché da sempre punto di riferimento estivo per chi vive qui, è diventato negli anni una destinazione sempre più ricercata anche da turisti e viaggiatori di tutto il mondo.

Il suo affluente, il fiume Musone, lungo circa 76 km, nasce nell’entroterra e sfocia nell’Adriatico. Lungo il suo percorso regala le suggestive “cascatelle”, tra gli scorci più fotografati del territorio cingolano.

Il lago è attraversato dal viadotto di Cingoli, un’importante infrastruttura che collega il borgo alla viabilità principale, facilitando i collegamenti con la valle del Musone, Apiro, Staffolo e l’accesso alla superstrada verso Jesi e la costa.

A Cingoli si trova anche un luogo unico al mondo: il Museo del Sidecar, in via Valcarecce, che ospita una collezione di oltre cento motocarrozzette, dai primi modelli d’inizio Novecento fino a quelli più recenti. Tra i pezzi più curiosi si trovano alcuni primati mondiali: il sidecar più lungo, il più piccolo, il più largo e il più grande. Una tappa davvero sorprendente.
Poco fuori Cingoli, c’è un’immagine che resta scolpita nella memoria dei visitatori: l’Eremo di Santa Sperandia, una piccola chiesa rupestre incastonata nella roccia, ispirata ad una giovane donna originaria di Gubbio.

Secondo la tradizione, Sperandia nacque nel XII secolo e visse inizialmente una vita semplice e comune, ma prestissimo mostrò una forte inclinazione alla spiritualità e al raccoglimento. Scelse questo luogo immerso nel silenzio del bosco e una vita di penitenza e preghiera, allontanandosi dal contesto familiare per dedicarsi completamente a Dio.

L’eremita visse in povertà e solitudine in una piccola grotta adiacente alla chiesa che ancora oggi è visitabile. Solo più tardi, dopo la sua morte, la sua fama di santità e i racconti dei miracoli portarono al suo riconoscimento come santa. L’interno della chiesa e la sua architettura incarnano il suo desiderio dell’essenziale e di autenticità. Chi non vorrebbe visitare un luogo così almeno una volta nella vita?
Ma la chiesa più importante di Cingoli ed uno dei suoi principali simboli storici e artistici è la Collegiata di Sant’Esuperanzio, il patrono della città.

Fu costruita tra il XIII e il XIV secolo in stile romanico-gotico, con una facciata in pietra, semplice ma elegante. L’interno è a tre navate e conserva opere di grande valore: un celebre polittico di Antonio Vivarini, affreschi e decorazioni medievali e la cripta, legata al culto di Sant’Esuperanzio. È un luogo molto caro ai cingolani, sia dal punto di vista religioso che identitario, e rappresenta il cuore spirituale del borgo.

La Chiesa di San Filippo Neri, da non confondere con il Duomo di Cingoli (Concattedrale di Santa Maria Assunta), si rivela diversa, pienamente barocca rispetto all’eremo di Eremo di Santa Sperandia e della Collegiata di Sant’Esuperanzio, entrambi caratterizzati da una forte essenzialità architettonica e da uno stile romanico sobrio. Sul sito esisteva già una chiesa del XIII secolo dedicata a Santa Maria che nel seicento passò ai Padri Filippini e venne completamente ricostruita. Così anche se l’esterno mantiene le tracce medievali e una facciata discreta, all’interno esplode il barocco tanto da lasciare “di stucco” il visitatore per l’inaspettato contrasto.

Qui lo spazio si fa più articolato e accogliente, pensato per la predicazione e la partecipazione dei fedeli secondo lo spirito dell’Oratorio. L’interno mostra una maggiore cura scenografica, con proporzioni armoniche, altari più elaborati e un’atmosfera raccolta, ma meno austera. Ne risulta un luogo che, rispetto alla severità degli altri due edifici, esprime una religiosità più comunicativa e “pastorale”, tipica dell’età moderna.
Il celebre capolavoro artistico del Rinascimento italiano, la Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto, è custodita, invece, nella Pinacoteca Civica Donatello Stefanucci di Cingoli, ospitata all’interno del Palazzo Comunale, nella sala degli Stemmi.

È uno dei musei più importanti delle Marche e conserva altre opere di valore di grandi artisti del passato dal Medioevo fino alle opere contemporanee degli artisti del Novecento come Donatello Stefanucci, da cui prende il nome, considerato il “pittore dell’anima di Cingoli”.

La Biblioteca Comunale Ascariana è un’altra eccellenza del borgo e, a questo punto, viene da chiedersi come sia possibile che realtà così piccole possano contenere tanti e tali tesori. Si tratta di una biblioteca storica molto ricca, con migliaia di volumi, tra cui testi antichi e manoscritti. É un importante punto di riferimento per il borgo e conserva anche documenti legati alla storia locale.

“Molti turisti stranieri rimasti affascinati da questi luoghi magici hanno deciso di trasferirsi e di aprire qui importanti attività ricettive”- spiega l’Assessore al Turismo del comune di Cingoli e coordinatrice dei Borghi più Belli delle Marche, Cristiana Nardi – “Insieme al Presidente Nazionale dei Borghi Più Belli d’Italia Fiorello Primi guardiamo avanti, portando con noi ciò che rende Cingoli speciale: autenticità e un patrimonio culturale, naturalistico, enogastromico che merita di essere vissuto e valorizzato”.
Lasciamo al Primo Cittadino di Cingoli Michele Vittori la conclusione:“ Il tipo di turismo che vorremmo è quello lento e attento, volto a visitare e capire i luoghi.” Inoltre ha definito la vittoria del titolo di Borgo dei Borghi “un momento storico per l’intera comunità di Cingoli. É un grande sogno che si realizza.”
Eventi a Cingoli
Cingoli Letture di Primavera 2026 –
9 Fossi – Trofeo Città di Cingoli – 26 aprile 2026
Concorso “Gli Anni Verdi” – Accademia Labiena
Trofeo del Balcone – A.S.D. Bocciofila Cingoli – gennaio
Festa di S. Esuperanzio – 24 gennaio 2026
Bande Musicali in Concerto – settembre
Liscio sotto le Stelle 2025 – estate
Cingoli in Bici 2025 – giugno
Olimpiabili – maggio
Fiera di Primavera Cingoli – maggio
Cingulum – L’Olio del Papa – aprile
Si ringrazia il Comune di Cingoli per le foto
Testi Sandra Jacopucci

Giornalista detentore dal 2015 del Guinness World Records TV e Ambasciatore Borghi più Belli d’Italia.
Leggi in:
English